TAV: il cantiere si espande, la protesta ritorna

“Il tentativo di allargamento del cantiere di questa notte è l’ennesimo e ridicolo spot pubblicitario di TELT che, nonostante i cronici ritardi ventennali dell’opera, vorrebbe dimostrare che i lavori stanno andando avanti. Questo atto di forza dei promotori dell’opera avviene infatti a poche ore dalle audizioni in Senato sul dossier Torino – Lione. Alla luce delle valutazioni della Corte dei Conti Europea e del rapporto Crozet che confermano l’inutilità dell’opera e il suo essere antistorica probabilmente TELT e compagnia cantante dormono sonni meno tranquilli: il Re è nudo anche se le lobbies del cemento continuano a tentare di travestire il mostro ecocida da nuova frontiera della green economy.”

Nei giorni scorsi sono ripresi i lavori di espansione del cantiere di Chiomonte in Val di Susa, lo ha comunicato il movimento NOTAV:

Come ormai siamo abituati a vedere, la cantierizzazione di questa opera avviene con il pieno supporto delle forze dell’ordine, che di fatto militarizzano l’intera valle, impedendo anche gli spostamenti da un paese all’altro alle persone del posto.

Una vera a propria repressione che va avanti ormai da 30 anni, portata avanti dallo Stato e dai privati che dovrebbero trarre beneficio dalla realizzazione di questa opera.

Fa una grande rabbia vedere come i nostri contributi servano a pagare quello che possiamo definire “l’esercito privato di TELT”, per permettere l’avanzamento di un progetto dannoso per l’ambiente, le persone e l’economia di questo paese.

Il Governo, con i suoi leader, non fa che ripetere quanto stiano mettendo in piedi delle azioni concrete per limitare gli effetti del cambiamento climatico, ma i fatti parlano chiaro e dicono tutto il contrario.

Siamo davanti all’ennesimo fallimento di un’Istituzione che dovrebbe avere lo scopo di progettere i propri cittadini, non di impiegare la forza quando sono giustamente in disaccordo con le decisioni calate dall’altro.

La manifestazione di risposta

Il movimento NOTAV però non si fà abbattere da quella che ormai è la prassi, ma anzi è sempre pronto a rispondere: una grande manifestazione è stata chiamata ieri, domenica 13 Dicembre, per ricordare che ambiente, salute e persone hanno la priorità su questa opera criminale. Il nostro pieno supporto va agli attivisti e alle attiviste che da 30 anni non abbassano la testa e rischiano ogni giorno le ritorsioni sproprozionate della legge.

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