Lettera per il “New Start”

Le amministrazioni – Comunale e Regionale – stanno approntando un piano “New Start” per la gestione della seconda fase dell’emergenza: il rientro al lavoro di migliaia di cittadini.

Questa tragica epidemia e l’arresto forzato di tutte le attività che ne è conseguito devono rappresentare un’opportunità di ripensamento e di cambiamento, ma soprattutto della messa in campo di nuove soluzioni per una partenza in netta controtendenza con il passato.

Per questo, abbiamo inviato una lettera al Comune di Milano e alla Regione Lombardia con alcune proposte:
– creazione di una “rete ciclabile di emergenza”, come suggerito da Bikeitalia.it;
– disincentivo all’utilizzo dei mezzi di trasporto privati;
– potenziamento del servizio pubblico ATM e Trenord, con aumento del numero di mezzi e di corse;
– incentivo allo smart working, nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

Per far sì che la nostra lettera venga ascoltata abbiamo bisogno anche della tua firma!

Per firmare: https://actionnetwork.org/events/lettera-al-comune-di-milano-e-alla-regione-lombardia-piano-new-start

All’attenzione di:
Comune di Milano Regione Lombardia Sindaco Beppe Sala Presidente Attilio Fontana

Siamo venuti a conoscenza che è allo studio il piano “New Start” in cui viene delineata la strategia per affrontare la seconda fase di questa emergenza: il rientro al lavoro di migliaia di cittadini.

Vorremmo portare alla vostra attenzione i seguenti argomenti.

  1. Nell’ultimo mese la qualità dell’aria è sensibilmente migliorata. ARPA, nel suo report alle proprie rilevazioni, scrive: “[…] per il biossido di azoto (NO2) e ancora più per il monossido di azoto (NO) e per il Benzene le concentrazioni rilevate si sono sensibilmente ridotte e, in alcune stazioni, risultano perfino inferiori ai valori più bassi registrati in ciascun giorno di calendario nel periodo di osservazione nei dieci anni precedenti. In questo caso è quindi più evidente l’effetto della riduzione delle emissioni connessa alla riduzione dei flussi di traffico, che in ambito urbano è certamente la prima fonte di ossidi di azoto.” E conclude:
    “Lo studio ha evidenziato che il trend di generale riduzione delle concentrazioni degli inquinanti che si sta osservando in questo periodo deve essere attribuito, in proporzioni non quantificabili in modo preciso e comunque dipendenti dalle singole giornate e dal singolo inquinante, all’insieme di 3 fattori: riduzione delle emissioni (in particolare dal settore trasporti), variazione delle condizioni meteorologiche (comunemente meno favorevoli all’accumulo in questo periodo dell’anno) e condizioni ambientali che influiscono sulle reazioni chimico-fisiche in cui sono coinvolti gli inquinanti.”
  2. Numerosi studi scientifici sia italiani che esteri evidenziano una correlazione tra inquinamento dell’aria e diffusione del virus.
    Tra questi ultimi, quello pubblicato il 4 Aprile 2020 da ricercatori dell’Università di Siena e della Aarhus University e confermato da un’altro studio dell’università di Harvard, mette a confronto il tasso di mortalità nelle regioni di Lombardia e Emilia Romagna (12%) con quella del resto dell’Italia (4.5%), concludendo che: “[…] it is well known that pollution impairs the first line of defense of upper airways, namely cilia,thus a subject living in an area with high levels of pollutant is more prone to develop chronic respiratory conditions and suitable to any infective agent. Moreover, as we previously pointed out, a prolonged exposure to air pollution leads to a chronic inflammatory stimulus, even in young and healthy subjects. This, in our opinion, may partly explain a higher prevalence and lethality of a novel, very contagious, viral agent such as SARS-CoV-2, among a population living in areas with a higher level of air pollution, particularly if we consider the relatively high average age of this population. […]”

Alla luce di queste premesse, abbiamo appreso quindi con stupore che, al fine di limitare la concentrazione di persone in spazi limitati, uno dei punti del piano “New Start” si basi sullo scoraggiare l’utilizzo dei mezzi pubblici a favore dei mezzi di trasporto motorizzati privati. Per fare questo, ci risulta stiate pensando ad una riduzione del servizio pubblico in numero di mezzi e frequenza di corse. Ciò causerebbe l’ingresso di circa 750.000 veicoli giornalieri in più oltre a quelli che già intasano le vie e inquinano l’aria di Milano.

Noi chiediamo che vengano invece prese in considerazione le seguenti proposte:

  1. seguendo il modello di altre città europee, incentivare l’utilizzo della bicicletta come principale mezzo di spostamento, ponendo in opera la realizzazione di una “rete ciclabile di emergenza”, come suggerito da Bikeitalia: “un sistema rapido ed economico per mettere in sicurezza la circolazione delle due ruote”;
  2. scoraggiare l’utilizzo dell’auto come mezzo di trasporto non solo in quanto fonte di inquinamento, ma anche perché incentivo a una mobilità privata che promuove un sistema socialmente iniquo;
  3. potenziare il servizio di trasporti cittadino (ATM) e ferroviario (Trenord), aumentando il numero di mezzi e di corse, affinché gli utenti possano facilmente mantenere la distanza di sicurezza richiesta. Prima della loro messa in servizio, sarebbe opportuno sottoporre i mezzi a sanificazione, informando gli utenti e rassicurandoli per la loro salute;
  4. nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, porre in atto politiche che incentivino lo smart working, considerato da molti esperti un modo di lavorare più consono alla qualità della vita dei singoli, nonché un forte disincentivo agli spostamenti con mezzi propri e, in ultima analisi, un aiuto al contenimento di emissioni inquinanti;

Questa emergenza ci ha mostrato tutta la nostra fragilità. In pochi giorni abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini per adattarci a qualcosa di più grande dei bisogni del singolo: la salute di tutti.

Milano e l’intera Lombardia sono state costrette a fermarsi: difficilmente alle vostre amministrazioni si ripresenterà un momento più opportuno di questo per ripartire in modo nuovo, mettendo in campo ogni iniziativa possibile, con la giusta attenzione per la salute, per il lavoro dei cittadini e insieme per l’ambiente. Non possiamo essere sani se l’ambiente in cui viviamo è malato.

Non possiamo tornare alla normalità, perché la normalità era il problema.
Speranzosi di essere non solo ascoltati ma anche compresi, vi porgiamo i nostri saluti.

Aggiungi la tua firma alla lettera!


FIRMA LA LETTERA

Fridays for Future Milano

Extinction Rebellion Milano

Centro Studi Systasys

Roberto Romizi, presidente ISDE

Edoardo Bai, presidente sezione ISDE Milano

Avv. Veronica Dini