25 Aprile – Liberazione

Arco della Pace - 25 Aprile

Nella giornata della Liberazione vogliamo festeggiare la memoria storica delle migliaia di persone che hanno dato la vita per poterci garantire un futuro migliore.

Oggi, come mai prima, la nostra intera specie rischia di compromettere il futuro delle generazioni più giovani continuando l’estrazione intensiva di risorse naturali del nostro Pianeta. Per mantenere la competività economica, l’estrazione avviene spesso in zone del mondo piuttosto povere. Queste vengono mantenute tali attraverso investimenti nella militarizzazione del territorio ed un conseguente stato di terrore e insicurezza diffuso nella popolazione locale.

Tra intensificazione militare, devastazioni ambientali, scarsità di risorse e la derivante povertà, milioni di persone si trovano costrette ad emigrare per poter soddisfare il diritto umano imprenscindibile di una vita che valga la pena di essere vissuta.


Nonostante l’alto rischio di non riuscire a raggiungere l’altra sponda quando si tenta la via del mare o quella di venire respinti ai – così detti- “confini” e rischiare comunque di venire trattenuti nei nuovi lager – i CPR (centri per rimpatrio) – dei paesi “ospitanti” non fa demordere i migranti e le migranti dal tentare di scappare dalla realtà dei loro territori, di cui noi siamo spesso responsabili.


Se nel 1945 la caduta del regima nazista ha definito la “Liberazione”, oggi la “Giustiza Climatica” deve definire la il cambiamento radicale del nostro modello di sviluppo. A favore di uno nuovo che si basi sui sistemi naturali, che sradichi il concetto di povertà e che si impegni ad evitare il collasso ecosistemico a cui stiamo andando inesorabilmente incontro.

Attraverso una redistribuzione delle risorse di coloro hanno costruito il proprio impero sull’estrazione di risorse non rinnovabili, verso le popolazioni che sono state più colpite da questo modello coloniale, possiamo renderle “libere” restituendo loro la gestione del proprio territorio e le risorse economiche per uno sviluppo in sinergia con la natura.

L’estrattivismo delle fonti fossili avrebbe già dovuto fermarsi decenni fa, ma pensando al presente, possiamo e dobbiamo farlo adesso. Dobbiamo liberarci di questa forma di energia che si basa sostanzialmente sulla distruzione degli ecosistemi. Ecosistemi che permettono la vita su questa terra, senza di loro, probabilmente noi saremmo cenere o piccoli invertebrati che nuotano nell’oceano. Proprio quell’oceano che stiamo inquinando, che stiamo sfruttando privi di remore, proprio quell’oceano che regola tutti gli ecosistemi.

Abbiamo bisogno di liberarci dell’idea che il cemento apporti valore ai nostri territori, in quanto l’urbanizzazione di vaste aree ha conseguenze dirette nella perdita di biodiversità nei territori che ricopre. La perdita degli ecosistemi dovuta all’eccessiva antropizzazione del territorio è un fatto che l’ecosistema Terra non si può più permettere e va fermata al più presto per il bene di tutte le specie che lo abitano come la pandemia di covid 19 ci ricorda ed insegna ulteriormente.

Il divario economico aumenta senza sosta consumando proprio quelle risorse comuni, che sono di tutt_ l_ abitanti della Terra, e che non potranno essere rinnovate in assenza di una politica globale che le difendi.
Dobbiamo liberarci da questo sistema economico: che basa il mercato sulla competitività, che sfrutta per arricchire, che non è giusta nei privilegi che offre
creando disuguaglianza e povertà.

Sono più di quelle che possiamo immaginare, le persone che ogni giorno si oppongono alle ingiustizie climatiche e sociali, che per difendere la nostra terra, metteno in gioco la propria vita.

Le battaglie e le rivendicazioni sono tante, troppe. Forse la “causa” può essere l’ennesimo impianto di estrazione, o la crescente deforestazione (per fare spazio agli allevamenti intensivi e campi di soia per il mangine dei bovini), oppure si tratta di una “grande” opera inutile di cemento che consuma suolo, e aggiunge gas clima alteranti nell’atmosfera mettendo in gioco la propria vita.

A tutte e tutti loro, che hanno lottato e lottano in difesa dei territori e delle persone, per una giustizia climatica e sociale.
A tutte e tutti loro, che hanno lottato per la liberazione dal nazifascimo.
Va il nostro più sincero abbraccio.
E continueremo a lottare per la giustizia climatica e sociale!

Buon 25 Aprile!

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